Ho finito di riempire la slitta

e ho fatto in un lampo.
Ho scleto di relagare a tutti un libro.
Non è che sia stato molto semplice, nel senso che mi sono chiuso in una libreria per un’ora abbondante e spulciando, credo di essere riuscito a trovare ad ognuno il suo libro. Non ho voluto essere troppo pensate ma nemmeno troppo in “solito” libro.
Mi sono concesso la possibilità di stare quanto meno nello stesso genere letterario che piace al ricevente, altrimenti avrei avuto bisogno di molto più tempo. In libreria sono stato per un’ora abbondante a studiare le varie possibilità e come tutte le volte mi domando, perchè non leggo prima qualche recensione?
Una cosa che sapevo bene è che cercavo dei libri tutto sommato positivi, anche se alcuni sono di fantasia e dei thriller.
Sono contento delle scelte che ho fatto, le più belle come spesso mi accade sono quelle di impulso che mi danno maggiore soddisfazione.

Ho notato come ci siano moltissimi libri che anche dal solo titolo ti mettono ansia, angoscia, qualche cosa che non vorresti mai regalare per trasmettere delle cose buone a chi ti sta vicino. Spesso poi non si riesce a capire quanta innovazione ci sia in quello che viene passato come un successo letterario. Il filone fantastico dei vampiri è addirittura svalutato come quello delle saghe. I librai poco ti aiutano.
L’anno scorso avevo regalato un bel libro su una storia nera ma era così carina nel suo essere grottesca che ha riscosso un: “non l’avrei mai detto ma è veramente una bella storia.” Il bello era nel fatto che ti costringesse a immaginarti le cose, c’erano descrizioni ma si interrompevano proprio quando il lettore doveva inventarsi i personaggi.
Il mio regalo me lo sono preso, anche per la copertina. Io spesso sono affascinato dalla copertina e ben poche volte sono stato ingannato da essa, sbaglierò ma è un mio metro di misura.
Sono felice perchè sono riuscito a fare tutto senza correre, senza frenesia, senza la necessità di regalare un’oggetto che è vuoto e che deve essere riempito. Non mi piace l’articolo di moda o elettronico a meno che non sia un mezzo per poter esprimere la creatività della persona a cui lo regalo.
Il regalare per me è qualche cosa che deve nascere con tranquilla velocità.

Quello che sto augurando a tutti non è la felicità ma una cosa che ho perso, e con me molti credo, la serentià.
La serenità di da la possibilità di apprezzare tutto nel modo giusto.

Buon Natale.